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Comunicato Stampa - 06/06/2017

Conferenza stampa di fine mandato del Presidente Cazzani. Un futuro di sviluppo economico industriale? Con Pavia 2020 si può fare! Ma servono istituzioni più forti e infrastrutture

Quattro anni di progettualità e lavoro di squadra per traghettare il territorio oltre le secche della crisi. Il prossimo 27 giugno l’elezione di de Cardenas e della sua squadra di presidenza.

Pavia, 6 giugno 2017 – «Progettualità e squadra. Con questo binomio abbiamo voluto dare una scossa a un territorio che, quattro anni fa, ci appariva abbattuto e che pagava i colpi della crisi. Con Pavia 2020 abbiamo dato nuovo ossigeno al nostro manifatturiero. Tuttavia, gli sforzi devono continuare. Soprattutto da parte delle istituzioni e della politica. Ai nostri rappresentanti chiediamo maggiore tenacia e rapidità d’azione. Lascio infatti la guida degli industriali di questa provincia con l’emergenza aperta delle infrastrutture, su cui si deve intervenire subito».

Questa mattina, presso la sede di Confindustria Pavia, si è svolta la conferenza stampa di fine mandato del Presidente dell’Associazione, Alberto Cazzani. Con questo appuntamento, l’imprenditore ha voluto riepilogare il lavoro svolto e i risultati ottenuti nel corso dei due mandati (2013-2015 e 2015-2017), che lo hanno visto alla guida degli imprenditori del territorio.

Per quanto riguarda la progettualità, il leader degli industriali ha ricordato quanto «la crisi abbia colpito duro ovunque e da noi ancor di più», ha detto. «Ho voluto dare quindi una scossa a questa provincia che mi appariva scoraggiata. Ho voluto diffondere uno spirito di reazione e progettualità. Basta parlare della Necchi! Pensiamo a costruire la nuova Industria 4.0. Superando i facili alibi dei campanilismi e delle divisioni, non ci siamo rassegnati a essere descritti come la Cenerentola della Regione. Con un riuscito gioco di squadra siamo arrivati al Pavia 2020».

Cazzani ha ribadito l’efficacia di questo piano industriale di area. «Con Pavia 2020, abbiamo riletto la nostra industria, scoprendo che crisi e innovazione l’hanno cambiata sensibilmente. Oltre ai morti e feriti, abbiamo fatto luce su risorse, dinamismo e progetti. Abbiamo lavorato per riportare l’industria al centro della scena, per tornare a percepire il manifatturiero come il vero volano della ripresa. Se qualcuno pensava che si potesse fare a meno dell’industria, ha sbagliato i conti».

Sono stati ricordati quindi i progetti tutt’oggi in corso, nati con Pavia 2020 e relativi all’Industria 4.0, con seminari e check up in azienda, al packaging, alla nutraceutica, per le connessioni tra alimentazione e salute, alla scarpa 4.0, al castello di Vigevano e all’industria culturale e creativa. «Domani, inoltre, si terrà in Regione il primo incontro della filiera del vino e ne seguirà un altro sulla filiera del riso. I lavori quindi procedono a velocità sostenuta».

Questo costante sforzo progettuale ha trovato riscontro nei dati. Nel terzo trimestre 2013, ovvero al momento dell’insediamento della prima presidenza Cazzani, la produzione industriale del territorio soffriva di un -2,3% su base annua. Il primo trimestre 2017, l’industria pavese ha segnato un +5%. A sua volta, l’indice della produzione industriale ha iniziato il 2017 a 104 (base anno 2010=100), riducendo a tre punti di differenza la forbice con il dato lombardo, che era arrivata a un delta di otto punti. «Sono dati in crescita – ha commentato Cazzani – seppure modesti rispetto a quanto si è perso in passato. La rotta intrapresa è comunque giusta».

A proposito del gioco di squadra Cazzani ha poi ricordato come Confindustria Pavia si sia confrontata e abbia collaborato sempre e con tenacia con tutti gli attori del territorio: «Parlamentari, Regione, enti locali, Camera di Commercio, sindacati, ambientalisti, università, diocesi, stampa e rappresentanti della cultura, ma soprattutto con i giovani. Abbiamo parlato con tutti.

«Con il patto con i sindacati firmato nell’ottobre 2014, abbiamo anticipato l’innovazione a livello nazionale, per la valorizzazione della contrattazione decentrata e il welfare aziendale». Altrettanto fondamentali sono state le iniziative con le diocesi e per i giovani. «Dalla laurea magistrale plus, all’alternanza scuola-lavoro fino a “Eureka! Funziona!”, passando per il progetto di crowdfunding per la raccolta di fondi per una o più borse di studio in favore degli studenti meno abbienti che desiderino entrare in un collegio di eccellenza di Pavia».

Il rapporto con l’Università di Pavia è stato strategico. «Ma il progetto dell’agenzia per il trasferimento tecnologico va realizzato. Abbiamo fatto passi avanti che non bastano. Dobbiamo impegnarci di più sul trasferimento tecnologico».

«Tuttavia, quello che è stato fatto non basta». Il nodo da sciogliere per Cazzani resta quello delle infrastrutture. «La situazione è inaccettabile e assurda. La Vigevano-Malpensa e il Ponte della Becca, cui si aggiunge l’ultima vicenda assurda del Ponte di Confienza, sono la mia più grande delusione. Per fare pressing le abbiamo provate tutte. Ci è mancato di incatenarci ai piloni del ponte solo perché avevamo paura che crollasse. Sulla superstrada non abbiamo trovato nulla a cui incatenarci».

Un altro scoglio altrettanto importante è quello della riforma degli enti locali. «Gli sforzi per ridurre il numero dei comuni, per la semplificazione e le liberalizzazioni sono sempre stati pochi. Le istituzioni locali, sebbene rappresentate da persone di qualità, sono ancora troppo deboli e lente. Terminiamo questo mandato senza che sia stato posto rimedio al caos degli enti locali, con una eccessiva frammentazione comunale, una provincia sopravvissuta alle riforme mancate ma gravemente indebolita, una Città Metropolitana mai nata per davvero e che ha chiuso le porte in faccia alle istanze vigevanesi. Il Protocollo d’intesa firmato la scorsa settimana con la Provincia di Pavia e il Comune di Pavia, e che spero venga sottoscritto presto anche da altri comuni, indica che la nostra mano è tesa verso la Pa. Noi crediamo nella professionalità delle persone al servizio delle istituzioni e riteniamo che sia sempre più importante che le istituzioni ascoltino il territorio e le sue imprese».

Inoltre, Cazzani si è concentrato sul lavoro all’interno dell’Associazione. «Abbiamo lavorato anche per render Confindustria Pavia più efficiente e vivace. Social network, eventi aggregativi, una rete d’imprese e missioni all’estero. E poi ancora campagne di crowdfunding, iniziative nell’ambito della cultura d’impresa e del marketing territoriale. È giusto sottolineare quindi il valore dell’associazionismo tra noi imprenditori. Confindustria Pavia, dopo un lungo calo di iscritti, dovuto alle tante chiusure di imprese del territorio, oggi è tornata a crescere. Circa un quarto dei nostri attuali iscritti è entrato durante questi ultimi due mandati. Questa Presidenza è stata corale, con deleghe specifiche sui temi più importanti. Ringrazio davvero tutti i colleghi che hanno lavorato in Consiglio in questi due mandati per la qualità e per lo spirito costruttivo del loro operato. Abbiamo allargato la partecipazione con la costituzione di sezioni merceologiche secondo logiche di filiera, cercando di essere sempre più vicini alle nostre imprese. È il segno di un modo innovativo di fare associazionismo nel rispetto della nostra storia e della nostra identità».

Cazzani ha voluto indirizzare il suo messaggio conclusivo alla politica. «La palude burocratica in cui versano i progetti di rinnovo delle infrastrutture e di riforma degli enti locali ci fa capire che dobbiamo farci sentire di più. A livello nazionale contiamo troppo poco. Sul locale serve maggiore determinatezza. Sebbene abbiamo promosso un tavolo per la competitività con Regione, parlamentari e istituzioni locali, siamo ancora in attesa dei risultati concreti. Vogliamo intese tra istituzioni, non rimpalli di responsabilità. Vogliamo programmi chiari e cronoprogrammi affidabili. Per questo dobbiamo lavorare ancora tanto e insieme».

Come già preannunciato, martedì 27 giugno a Pavia, si terrà l’Assemblea generale privata di Confindustria Pavia che eleggerà la squadra di presidenza subentrante a quella presieduta da Alberto Cazzani. In tal senso, il Consiglio Generale dell’Associazione, nella seduta del 10 aprile ha indicato Nicola de Cardenas quale presidente per il quadriennio 2017-2021. Il 15 maggio invece, lo stesso organo ha approvato la proposta di de Cardenas, relativa alla sua squadra di presidenza per il biennio 2017-2019. Luca Amoruso, Maria Vittoria Brustia, Davide Caprioglio, Daniele Cerliani e Marco Salvadeo sono stati indicati quali futuri vice presidenti di Confindustria Pavia. Alberto Cazzani, infine, resterà membro del Consiglio di Presidenza in qualità di Past president, con deleghe alle infrastrutture e alle liberalizzazioni dei mercati.

 

Per ulteriori informazioni:

Antonio Picasso
Responsabile della Comunicazion
+39/339/7446589
.picasso@confindustria.pv.it